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Luca, Lina e la Festa della Liberazione

C’era una volta, in un piccolo villaggio circondato da monti verdi e colline, un bambino di nome Luca.

Luca aveva undici anni, una gran voglia di correre nei prati e di giocare con i suoi amici. Ma in quel periodo, a scuola, si parlava spesso di una data speciale: la Festa della Liberazione, che cade ogni anno il 25 aprile.

Un pomeriggio, mentre Luca aiutava il nonno a sistemare vecchi libri in soffitta, trovò una scatola con dentro una foto in bianco e nero. C’era una ragazza con un fazzoletto rosso al collo, in bicicletta.

«Chi è questa, nonno?» chiese curioso.

Il nonno si sedette accanto a lui, preso la foto tra le mani disse: «Lei è Lina, mia sorella. Era una ragazza coraggiosa, una partigiana. Ti racconto la sua storia.»

Luca chiuse gli occhi per ascoltare e si immaginò di tornare indietro nel tempo…

“Lina aveva quattordici anni e viveva in un paese di montagna. Un tempo amava correre tra i prati e aiutare la nonna a fare il pane, ma poi il paese si riempì di soldati stranieri e nessuno rideva più!

Un giorno, mentre si trovava sulla via di ritorno trovò un messaggio nascosto sotto un sasso, vicino alla fontana del villaggio, che diceva: “Incontro al grande faggio, al tramonto”

Lina si fece forza e andò. Lì incontrò Marta, una giovane partigiana, e altri ragazzi e ragazze che volevano cambiare le cose. Portavano messaggi, nascondevano lettere, raccoglievano cibo. Lina diventò una staffetta1: ogni giorno pedalava con la sua bici tra i paesi, con messaggi nascosti sotto la sella e il cuore pieno di coraggio e paura insieme.

Un giorno, sentì Marta cantare:

“Bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao…”

“Bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao…”

Era la canzone dei partigiani, un inno alla libertà.

Il racconto del nonno continuava…

«Anche io, Luca, ero un ragazzino come te quando tutto questo succedeva. E quella canzone la sentii per la prima volta nel bosco, insieme al mio amico Marco. Non capivamo tutto, ma sapevamo che era importante. Era la voce di chi non si arrendeva.»

Poi il nonno prese Luca per mano e lo portò fino a una collina, dove sotto un grande albero c’era una targa di metallo.

“Qui è caduta Lina, staffetta partigiana. Giovane eroina della libertà.“

Luca sentì un nodo alla gola. Guardò il nonno negli occhi.

«Era davvero coraggiosa.»

«Sì! Grazie a lei, e a tante donne e uomini come lei, oggi siamo liberi. E ogni 25 aprile, la Festa della Liberazione, la ricordiamo. Cantiamo per lei. Per tutti loro.»

Da quel giorno, Luca imparò la canzone Bella Ciao e ogni anno, il 25 aprile, tornava sotto l’albero di Lina, con il fazzoletto rosso al collo. Per non dimenticare. Per raccontare a tutti che la libertà va protetta. Sempre.

  1. Una staffetta partigiana era una persona, spesso una ragazza molto giovane, come Lina nella storia, che trasportava messaggi, medicine, armi o viveri tra i gruppi di partigiani durante la Resistenza, cioè durante la lotta contro i fascisti e i nazisti in Italia, durante la Seconda guerra mondiale. ↩︎

Moralità della storia: La libertà è un dono prezioso, che non si deve mai dare per scontato. Per questo, è importante ricordare che la Resistenza dei partigiani ci insegna una grande lezione: anche quando tutto sembra difficile, con l’unione, il coraggio e il desiderio di libertà, si può cambiare il destino di un’intera nazione.
Perciò, non dobbiamo mai dimenticare chi ha lottato per noi, perché la libertà è il nostro bene più grande, e va protetta ogni giorno, anche con i gesti più piccoli.

Pubblicato da diritto

Ho una laurea in materie giuridiche e sono altresì abilitata all'insegnamento nelle scuole elementari. Il mio motto è "Siamo ciò che interiorizziamo." Seguimi per scoprire di più!