
Dal 2025 è ufficialmente in vigore la nuova riforma sulla disabilità in Italia, attuata con il Decreto Legislativo n. 62/2024. Il governo ha avviato una rivoluzione normativa basata su un nuovo approccio ai diritti, alla valutazione e alla presa in carico delle persone con disabilità. Tuttavia, siamo ancora in una fase transitoria: mancano alcuni decreti attuativi fondamentali per l’applicazione completa delle nuove regole.
Che cosa cambia per le persone con disabilità
Il cuore della riforma è il Progetto di vita individuale personalizzato e partecipato, uno strumento pensato per superare l’attuale frammentazione tra prestazioni, servizi e misure. L’obiettivo è costruire un percorso coordinato, continuativo e su misura, che tenga conto di tutti gli aspetti della persona: sanitari, sociali, lavorativi e relazionali.
In parallelo, è stato rivisto il sistema di valutazione dell’invalidità civile, che ora integra criteri più vicini alla reale condizione di funzionamento e non solo alla patologia. Sono in fase di test anche nuove tabelle medico-legali, con l’ambizione di eliminare visite ripetitive e accorciare i tempi di riconoscimento.
Nuovi concetti chiave: accomodamento e non regressione
Due novità importanti introdotte dalla riforma sono:
- L’accomodamento ragionevole: una misura temporanea e proporzionata per garantire i diritti in casi in cui non è possibile una piena applicazione immediata. È uno strumento di equità, non una deroga ai diritti.
- Il principio di non regressione: assicura che nessun diritto acquisito venga perso. Chi già beneficia di misure di tutela continuerà ad averle anche nel nuovo sistema.
Inoltre, cambia il linguaggio giuridico: nella legge 104/1992, la parola “handicap” viene definitivamente sostituita da “condizione di disabilità”, in linea con le convenzioni internazionali.
Cabina di Regia e attuazione graduale
A vigilare sull’attuazione della riforma è la Cabina di Regia per i Livelli Essenziali delle Prestazioni. Il suo compito è monitorare, coordinare e guidare l’implementazione dei nuovi servizi su scala nazionale. Tuttavia, alla data odierna, non tutti i decreti attuativi previsti sono stati ancora emanati: ciò sta generando ritardi e difficoltà, soprattutto nella sperimentazione delle nuove modalità di valutazione nelle diverse aree del Paese.
Una riforma ambiziosa, ma ancora in fase di rodaggio
La riforma 2025 rappresenta una svolta culturale e normativa per la disabilità in Italia. Mette al centro la persona e punta a garantire dignità, inclusione e semplificazione. Ma la strada è ancora in salita: la piena operatività dipende dall’effettiva applicazione delle norme e dalla capacità degli enti locali di adattarsi.
Nel frattempo, è fondamentale restare informati, vigilare sull’attuazione concreta delle misure, e sostenere le famiglie e le persone con disabilità in questa fase di cambiamento.