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L’Art. 5 della Costituzione: La Repubblica una e indivisibile e le autonomie locali

Al centro del Paese del diritto c’è una grande piazza chiamata ” La Repubblica, una e indivisibile” dove un cantastorie, con il suo cappello a cilindro, la lunga sciarpa colorata attorno al collo, e in mano il suo bastone intagliato con disegni di antiche storie, racconta un’antica filastrocca:

Fate silenzio, piccoli ascoltatori,
vi racconterò La Repubblica,
Una e indivisibile, così fu pensata,
ma alle autonomie locali ha sempre guardato.

Con rispetto le accoglie, le cura, le onora,
ché ognuna ha una voce, una lingua, una storia.
I Comuni, le Province, le Regioni vivaci,
non son mai comparse, ma attrici audaci.

Lo Stato le guida, ma senza catene,
cooperano insieme, con mani serene.
Ognuna responsabile, forte e gentile,
nel grande disegno del bene civile.

E poi, tra le righe di nobili intenti,
ci sono i diritti: son fiori potenti.
Il lavoro è sacro, la scuola è un faro,
la salute è un dono che non ha riparo.

Ogni cittadino ha voce e destino,
che sia in montagna o in riva al marino.
La legge è uguale, per tutti vale,
non c’è chi comanda se il giusto prevale.

Così nella piazza si sparge la voce,
e il bastone racconta, lento ma veloce.
E mentre il tramonto tinge il selciato,
si ascolta la storia del popolo amato.

Bambine e bambini vi racconto una cosa importante, che sta scritta nell’Articolo 5 della nostra Costituzione, che recita:

La Repubblica, una e indivisibile,
riconosce e promuove le autonomie locali;
attua nei servizi che dipendono dallo Stato
il più ampio decentramento amministrativo;
adegua i principi ed i metodi della sua legislazione
alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.”

L’UNITÀ DELLA REPUBBLICA


Il Cantastorie alzando il bastone intagliato, dice: Bambini miei, venite qui attorno,
vi racconto un fatto di questo mondo tondo!
Sapete com’è fatta l’Italia, la nostra bella terra?

Marco impulsivamente risponde: Certo! ha la forma dello stivale!

e Giulia continua: Con le montagne, il mare e tante città!

Il Cantastorie annuisce sorridendo e aggiunge: Giusto, bravi! Ma non parlo della forma fisica… parlo di come funziona!
Vedete, l’Italia è una sola Repubblica, unita come una grande famiglia.

Luca, con gli occhialini sul naso di chi ascolta con grande interesse, puntualizza:
Ma allora… perché si parla sempre di Regioni, Province e Comuni?

Il Cantastorie indicando il suo bastone:
Oh, bella domanda! Questo l’ha deciso la nostra Costituzione,
nel suo Articolo 5, con grande attenzione!

Tutti i bambini ascoltano concentrati, anche Sara, che sembrava distratta, incuriosita chiede: Cosa dice l’Articolo 5?

Il Cantastorie con voce chiara e solenne:
L’art 5 ci dice che la Repubblica è una e indivisibile,
ma che riconosce e promuove le autonomie locali.
Vuol dire che, per funzionare meglio, l’Italia è stata suddivisa in:
…. Tutti i bambini, lo interrompono e insieme ripetono in coro con entusiasmo:
Regioni, Province e Comuniiii!

Il Cantastorie li incoraggia all’attenzione puntualizzando:
Esatto! Non per dividerla, ma per aiutare meglio le persone.
Perchè solo chi vive nel luogo sa meglio quali servizi o altre cose servono, se una scuola nuova, una strada da sistemare, o una festa da organizzare…o altro ancora.

Andrea: Quindi… è come quando in classe ci dividiamo i compiti?

Il Cantastorie sorride divertito, i bambini hanno capito molto bene il decentramento amministrativo : Proprio così! L’Italia collabora… Lo Stato fa le cose importanti per tutti,
ma le Regioni, le Province e i Comuni si occupano di quello che succede vicino alle persone.

Martina, che fino a quel momento aveva solo ascoltato, interviene dicendo: Io conosco il sindaco del mio Comune e so che ha sistemato alcune strade del paese!

Il Cantastorie:
Proprio così, piccola saggia!
Perché chi vive vicino al problema, trova le soluzioni che risolvono meglio il problema

Il Cantastorie si inchina leggermente e conclude:

“L’Italia è una, ma ascolta ogni voce,
per far sì che ogni scelta sia saggia e veloce!”

Pubblicato da diritto

Ho una laurea in materie giuridiche e sono altresì abilitata all'insegnamento nelle scuole elementari. Il mio motto è "Siamo ciò che interiorizziamo." Seguimi per scoprire di più!